|
Presentazione Immagini di un Santo è un’espressione che vorrebbe evocare una prospettiva “plurale” intorno alla figura di un uomo, Bruno di Colonia, non riducibile a definizioni unilaterali. L’itinerario di Bruno alla ricerca di Dio, al tempo stesso fisico e spirituale, ci restituisce, tuttora, “immagini” diverse della sua vita: intellettuale finissimo, magister e dotto commentatore dei Salmi a Reims; eremita e contemplativo nelle Alpi del Delfinato francese; consigliere equilibrato e prudente presso la Curia papale, ma anche determinato nel chiedere al pontefice, il suo vecchio allievo Oddone di Chatillon, di poter proseguire l’esperienza eremitica avviata in Francia alla Chartreuse; di nuovo solitario e concentrato nell’ascesi in Calabria. Ad iniziare dal riconoscimento del suo culto, gli episodi della vita di Bruno, prima raffigurati sporadicamente, lasceranno, sempre più, mirabili tracce nelle rappresentazioni iconografiche. La tradizione figurativa, pur non esente da enfatizzazioni leggendarie, evidenzierà, soprattutto, la radicalità della sua vocazione eremitica, il rifiuto degli onori del mondo, la necessità del deserto per potersi predisporre al colloquio con Dio. Bruno apparirà nell’intensità assorta della preghiera e sarà colto nel momento del rapimento estatico che si verifica nel contatto mistico con Dio, con lo sguardo concentrato in direzione dell’Assoluto. Le immagini diventeranno la rappresentazione visibile di un’esistenza orientata alla ricerca dell’Unico necessario. L’iconografia bruniana conoscerà sviluppi di livello europeo - da Giovanni Lanfranco a Jusepe de Ribera, da Eustache Le Sueur a Jean Antoine Houdon - ma produrrà contemporaneamente, in stretta relazione con la devozione popolare, immagini meno “colte”, nate spesso dal contesto locale calabrese. L’immagine di San Bruno barbuto e con in mano un bastone a forma di tau, considerata la sua “vera effigie”, è il contributo specifico della Calabria all’iconografia del santo e conosce una circolazione ampia, com’è attestato dai diversi esemplari pittorici in cui è riportata e dalla sua costante riproduzione in “immaginette” e santini. In Calabria, peraltro, la diffusione dell’iconografia di San Bruno non è circoscritta soltanto alla Certosa da lui fondata, ma ha una disseminazione sul territorio che interessa sia luoghi in diretta relazione con il monastero certosino (quali le grange e i paesi una volta appartenuti alla “giurisdizione” spirituale e temporale della Certosa) sia località nelle quali, per ragioni diverse, si sono diffuse forme di culto verso il santo. Per questo, la mostra, allestita nel suo nucleo più consistente nella sale del Museo della Certosa, ha voluto predisporre un itinerario in tutto il territorio regionale in grado di documentare la presenza spirituale e storica di San Bruno. Morano, Rossano, Cosenza, Celico, Camini, Scilla, Reggio, le chiese di Serra San Bruno, costituiscono le tappe di tale itinerario e la mostra allestita nel Museo della Certosa è stata, intenzionalmente, anche un invito a percorrerlo. Nella consapevolezza che quel che conta, alla fine, è soprattutto riuscire a rendere memoria e testimonianza della straordinaria vicenda di Bruno di Colonia, il quale proprio in questi luoghi conobbe, il 6 ottobre 1101, il suo transito terreno, trovandosi finalmente “faccia a faccia” con quel volto che aveva contemplato e desiderato di vedere direttamente durante la sua vita. Il catalogo della mostra "Immagini di un Santo. Bruno di Colonia tra l'Europa e la Calabria" è uscito nel 2001 in coedizione Rubbettino - Museo della Certosa. Tonino Ceravolo Domenico Pisani |
Home