REPERTORIO ICONOGRAFICO

     

 

 

Prospetto della Real Certosa di S. Stefano del Bosco

Incisione, cm. 34,9 x 28, 9

in B. Tromby, Storia critico-cronologica diplomatica del patriarca S. Brunone e del suo Ordine Cartusiano, Napoli, Vincenzo Orsino, vol. IX, 1779

BCSSB

Bibliografia: Principe 1980; Gritella 1991; Carlino 2002.

Veduta della Certosa cinquecentesca secondo una prospettiva a volo d’uccello già utilizzata nel Theatrum Sabaudiae per la Certosa di Asti (Principe 1980: 44) e adottata, nei dieci volumi del Tromby, pure per le vedute delle Certose di San Lorenzo in Padula (sesto volume), di San Martino (sesto volume) e di Pavia (volume settimo). L’inverosimiglianza di diversi aspetti architettonici (molto evidente, come già osservato da Principe, nella conformazione delle torri perimetrali) non pregiudica, tuttavia, l’utilità dell’immagine per una “mappatura” visiva degli ambienti dell’antica Certosa, resa agevole dall’inserimento di numeri ai quali corrisponde la relativa identificazione nella legenda posta nel cartiglio in primo piano in basso. L’iscrizione riportata nel cartiglio centrale in alto - Suo Pristino Nitori ab an. 1091 ad 1192 Redditum Archisterium istud S. Steph. De Nemore an 1513  – ricorda il ripristino dell’osservanza certosina in Calabria avvenuto nel dicembre del 1513, dopo oltre tre secoli di presenza cistercense. Un’iscrizione analoga era collocata sull’ingresso della Certosa, come evidenzia la cronaca inedita di Dom Urbano Florenza. Infatti, durante il biennio 1580-1581, epoca del priorato di Dom Antonio di Padova, venne messa su pietra un’epigrafe così composta: SUO PRISTINO Nitori Carthusiano Redditum ARCHISTERIUM (cfr. U. Florenza, Enarratio residuae vitae S.Patriarche Brunonis quam gessit in Calabria post recessum a Romana Curia, ACSSB, ms. 14-p, c. 429). In epoca successiva venne inserita alla fine la data 1513. Negli anni Sessanta del secolo scorso vennero ritrovati in Certosa due frammenti lapidei di questa epigrafe, che vanno a comporre, rispettivamente, HISTER e IUM 15+13. (Tonino Ceravolo)